I murales a Tortona, una zona storicamente conosciuta per il suo spirito industriale e creativo, è hanno reso il quartiere un vero e proprio museo a cielo aperto. Queste opere d’arte murarie non solo abbelliscono gli spazi pubblici, ma raccontano storie, esprimono emozioni e stimolano riflessioni.
Situata alle spalle di Porta Genova, la zona Tortona è un’ex area industriale riconvertita in uno dei principali distretti creativi della città. Qui, tra capannoni riqualificati, showroom e spazi espositivi, si concentra una forte presenza di moda, arte e innovazione, durante la Design Week e il Fuorisalone, il quartiere si trasforma in una vera e propria “open space gallery”, dove installazioni, poster art e murales temporanei (ma non solo)invadono gli spazi urbani.
Passeggiando per le strade di Tortona, ci si imbatte in murales che catturano immediatamente l’attenzione. Ogni opera è un pezzo unico, frutto della creatività di artisti locali e internazionali. I temi variano: dalla natura alla cultura pop, dalle questioni sociali all’astrazione. Ogni murale invita a fermarsi, osservare e interpretare.

L’opera muraria di Valentina di Crepax in zona Tortona: “Un muro che unisce”
La figura di Valentina, celebre icona dei fumetti creata da Guido Crepax, e il suo ruolo centrale in un importante progetto di riqualificazione urbana a Milano. Attraverso l’iniziativa “un muro che unisce“, il collettivo “We Run the Streets” ha realizzato un imponente murale di 400 metri in via San Cristoforo per collegare i Navigli al distretto del design. Questo intervento artistico è stato sostenuto da eventi benefici, come l’asta di opere dell’artista Tvboy presso il MUDEC, con l’obiettivo di trasformare aree degradate in una galleria a cielo aperto. Questo percorso creativo prosegue con nuovi murales dedicati a Diabolik, consolidando la nascita di un vero e proprio distretto del fumetto.

Murales di Diabolik a Milano-Tortona: il “Distretto del Fumetto”
Il percorso si estende con il murales a tema fumetti dedicato a Diabolik. L’opera nasce come un progetto di rigenerazione urbana che utilizza la street art per riqualificare aree precedentemente degradate. Il fulcro dell’iniziativa è il monumentale murale di 500 metri quadrati in via Pesto dedicato a Diabolik, iconico personaggio creato dalle sorelle Giussani, che segue il precedente intervento dedicato a Valentina di Guido Crepax. Attraverso queste immagini, i personaggi abbandonano la carta per accompagnare i passanti in un viaggio artistico tra i quartieri della zona Navigli. L’obiettivo finale è trasformare il territorio in un vero e proprio museo a cielo aperto, celebrando la cultura popolare e l’identità milanese.

Murales a Tortona per Milano Olimpiadi 2026: il murale di Giuliana Minuzzo
In via Tortorna, Deloitte, in collaborazione con il collettivo Orticanoodles, ha inaugurato a Milano un imponente murales dedicato a Giuliana Minuzzo, leggenda dello sport, prima donna italiana a vincere una medaglia olimpica invernale. L’opera, intende valorizzare il talento femminile e ispirare le nuove generazioni attraverso i valori di inclusione e lealtà. Quest’opera muraria è estremamente interessante perché attraverso il tema sport, inclusione e ispirazione, rappresenta la nuova fase della street art milanese: più istituzionale e legata ai grandi eventi.

Design Week Murales a Tortona: le opere legate al MUDEC e al Fuorisalone
Durante il Fuorisalone, la zona Tortona si trasforma ogni anno in un laboratorio di street art temporanea, dove murales e interventi visivi nascono dall’incontro di artisti, brand e spazi industriali riconvertiti. Ad esempio nell’edizione 2025, all’interno della Tortona Design Week con tema “Design rEvolution: connessioni creative” molte installazioni hanno utilizzato il linguaggio del muralismo in chiave ibrida: cortili e facciate di luoghi come BASE Milano e Opificio 31 sono stati reinterpretati con grafiche immersive, pattern su larga scala e superfici dipinte integrate a installazioni multisensoriali, come nel caso della “Sensorium Piazza” firmata da Seletti e IQOS, dove elementi visivi e spaziali creavano vere e proprie scenografie urbane. Il Fuorisalone arricchisce la zona attraverso una costellazione di interventi temporanei che cambiano ogni anno, riflettendo l’evoluzione della street art da pratica spontanea a dispositivo di rigenerazione urbana e comunicazione culturale.

Murales e interventi diffusi tra via Savona e via Stendhal: la street art “invisibile” della zona Tortona
A differenza dei grandi murales iconici che costellano altre aree di Milano, la street art tra via Savona, via Stendhal e le strade limitrofe si manifesta in forma più discreta, frammentata e mutevole. Qui non esiste un’unica opera simbolo, ma un insieme di interventi diffusi che trasformano il quartiere in una galleria urbana in continua evoluzione, dove il valore non sta nel singolo pezzo, bensì nella stratificazione visiva complessiva.
Queste strade ospitano una varietà di linguaggi: stencil, poster art, piccoli murales, scritte calligrafiche e interventi grafici spesso realizzati su serrande, muri secondari o all’interno di cortili semi-accessibili. A differenza delle grandi opere commissionate lungo i Navigli, qui domina una dimensione più spontanea. È una street art che si mimetizza nel tessuto urbano e richiede uno sguardo attento per essere colta.
Camminare tra via Savona e via Stendhal significa quindi adottare un approccio diverso rispetto ai percorsi più canonici della street art milanese. Non si tratta di “vedere i murales”, ma di scoprire un paesaggio visivo fatto di micro-interventi, dove ogni elemento contribuisce a costruire l’identità del quartiere. È una forma di esplorazione lenta, quasi archeologica, in cui ogni visita può rivelare qualcosa di nuovo o, al contrario, la scomparsa di ciò che si era visto in precedenza.

Murales oltre Tortona: alla scoperta della street art milanese
Se la street art a Tortona vi ha affascinato, date una lettura a Murales a NoLo: mentre nella zona Tortona la street art si inserisce in un contesto più strutturato e progettuale, in cui i murales sono frequentemente legati a iniziative istituzionali, eventi culturali, al contrario, a NoLo, la street art nasce come espressione spontanea e identitaria. Il quartiere, caratterizzato da una forte mescolanza culturale, è diventato negli ultimi anni un laboratorio creativo indipendente, dove artisti locali e internazionali intervengono direttamente nello spazio urbano. I murales qui sono spesso grandi, visivamente impattanti e legati a temi sociali, politici o culturali: raccontano il quartiere, le sue trasformazioni e le sue comunità. L’arte urbana diventa così uno strumento di rigenerazione dal basso, capace di ridefinire la percezione di un’area periferica.
Due approcci diversi che, insieme, raccontano la complessità e la ricchezza dell’arte urbana milanese contemporanea.
