Unipa, l’università degli studi del capoluogo siciliano diventa una galleria d’arte a cielo aperto, gli studenti hanno da poco scoperto tutti questi murales e la Street Art che rigenerano l’Università di Palermo
Il campus di Viale delle Scienze a Palermo è diventato un ambiente che va oltre il semplice transito, costituito da aule, esami e cemento grigio, chi percorre oggi i viali dell’Ateneo si trova avvolto in un cambiamento visivo sorprendente: grazie a un’iniziativa di recupero urbano innovativa, la street art ha riempito le pareti dei dipartimenti, trasformando murature ordinarie in “presidi di legalità”.
Non si tratta solo di decorazioni, ma di messaggi significativi che riguardano memoria, diritti civili, ecologia e inclusività!
In questo percorso tra i murales di Unipa, vedremo come l’arte urbana stia trasformando non solo l’aspetto visivo del campus, ma anche la consapevolezza civica di chi lo frequenta quotidianamente.
Un campus a colori: la nascita del progetto
Tutto ha avuto inizio nel 2019, da una discussione al Dipartimento di Architettura riguardo al significato dell’arte negli spazi pubblici. Da quella concezione teorica si è passati all’azione in uno dei periodi più complessi della nostra storia recente: l’aprile 2020, in pieno lockdown, per proseguire fino agli interventi pittorici nel luglio 2025.

Da quel momento, artisti conosciuti a livello nazionale e internazionale come : Igor Scalisi Palminteri, l’olandese Nouch e i palermitani Daniela Balsamo e Vanni Quadrio — hanno lavorato insieme per offrire agli studenti una nuova prospettiva. Le opere sono disposte in posizioni strategiche del campus (Edifici 19, 13 e 6), formando un percorso ideale che unisce le conoscenze accademiche con l’impegno sociale. Igor Palminteri è uno street artist di Palermo che più e più volte ha lavorato in città.
Anno 2020: dove tutta la street art di Unipa ha avuto inizio
Il momento decisivo per la Street Art nel campus è associato a un periodo che resterà nella memoria collettiva. Era aprile 2020, l’Italia era completamente “chiusa” a causa della pandemia COVID-19 e il silenzio dominava in Viale delle Scienze (per i non palermitani, la strada che costeggia tutto l’ateneo).
In quel clima di isolamento, l’arte ha lanciato il suo messaggio di ottimismo avviando il primo murales nella storia di Unipa: “NON SONO SOLO“. Realizzata dal famoso artista Igor Scalisi Palminteri, l’opera è stata dipinta sulla parete della Palazzina Wurth, sede delle segreterie di diversi dipartimenti, tra cui i Dipartimenti di Scienze psicologiche e quello di Cultura e Società. Poiché non era possibile incontrarsi fisicamente, l’inaugurazione ha avuto luogo con una trasmissione online, divenendo un simbolo di resistenza culturale diffusa.
“Non sono solo” un murales contro le dipendenze
Il concetto del murales nasce da un’idea del professor Gioacchino Lavanco, con un chiaro obiettivo sociale: sostenere la lotta contro la dipendenza da sostanze. Il titolo “NON SONO SOLO“ simboleggia un abbraccio virtuale per coloro che stanno affrontando le proprie battaglie, evidenziando l’importanza del supporto reciproco.

All’origine della realizzazione c’è un grande lavoro di squadra: Palminteri si è ispirato alla visione artistica della fotografa Rori Palazzo e ha collaborato con diversi modelli (come Gisella Vitrano e Adriana Tusa) per dare voce alla sofferenza e alla rinascita. Questa iniziativa non si è limitata a un atto decorativo, ma ha rappresentato l’innesco di un cambiamento che, partendo dal dibattito sulla rigenerazione urbana del 2019, ha reso l’Ateneo un centro di riflessione etica come lo conosciamo oggi.
“Di rose rosse e d’amor fendente”: la street art contro il femminicidio
Avvicinandosi all’Edificio 13 (Dipartimento di Economia), le tonalità diventano più vibranti per focalizzare l’attenzione su una problematica sociale importante, il murales “Di rose rosse e d’amor fendente”, rivelato il 25 novembre 2021 e creato da Daniela Balsamo, impiega la street art come mezzo di sensibilizzazione collettiva e di prevenzione del femminicidio, rivolgendosi direttamente a chi frequenta ogni giorno il campus universitario.

L’immagine mostra un abbraccio che sembra affettuoso: un uomo offre delle rose a una donna, ma nell’altra mano, nascosta dietro la schiena, tiene un coltello, un particolare che rivela l’essenza della situazione. Il rosso prevale nella composizione, cambiando da simbolo d’amore a segno di sangue. Creata con il supporto del Dipartimento di Scienze Psicologiche, l’opera ha un evidente obiettivo informativo: aiuta a identificare i segnali delle relazioni tossiche e sottolinea con fermezza che la violenza non deve mai essere confusa con amore.
Arte e tecnologia: L’Eco-murale di Unipa
Situato sulla facciata dell’Edificio 6 (Dipartimento d’Ingegneria), questo straordinario eco-murales non è solo un’opera da ammirare, ma un vero e proprio polmone verde urbano, realizzato in occasione della Giornata della Terra 2023 (22 aprile) dall’artista olandese Nouch, il murales rappresenta un perfetto connubio tra estetica e funzionalità ecologica, grazie all’impiego della rivoluzionaria tecnologia Airlite.

Il tema centrale è un “sognatore”, una figura vuota popolata da creature straordinarie, ma la vera magia risiede nella vernice. Questa vernice speciale agisce come un filtro naturale:
● Cattura le particelle inquinanti e le trasforma in sali inerti;
● Utilizza un pigmento scuro (air-ink) derivante dal riciclo della fuliggine cittadina.
I murales di Unipa dimostrano che l’arte urbana può andare oltre la riqualificazione estetica: contribuiscono attivamente a migliorare la qualità dell’aria nel campus e nella città di Palermo, trasformando gli edifici in alleati contro l’inquinamento.
“Il cuore che vede non dimentica”: la memoria di Paolo Borsellino
L’ultima fermata di questo viaggio, la più emozionante, si trova all’interno dell’Edificio 19 ( Dipartimento di Scienze Umanistiche),qui, nell’estate del 2025, l’artista e psicoterapeuta Vanni Quadrio ha realizzato “Il cuore che vede non dimentica” quest’opera è un importante tributo a Paolo Borsellino e alla sua scorta.

Lontano dalla consueta retorica, Quadrio ha scelto di utilizzare il simbolismo: un grande cuore anatomico che racchiude al suo interno occhi aperti e rose.
● Gli occhi rappresentano una coscienza vigile, quella che rifiuta il silenzio complice;
● Le rose simboleggiano la bellezza che emerge dalla legalità.
Il messaggio rivolto agli studenti è chiaro: l’università deve essere il luogo in cui la cultura si unisce indissolubilmente con etica e responsabilità.
Al di là dei confini accademici : i murales come arma potente
La street art di Viale delle Scienze non è un semplice insieme di strati di vernice stesi sul cemento, ma una vera e propria apertura sulla realtà: un insieme di messaggi potenti che ci ricordano chi siamo e quali aspirazioni guidano il nostro percorso.
I murales dell’università di Palermo sono la prova che la cultura non è presente soltanto nelle biblioteche o nelle aule universitarie, ma si esprime anche nelle strade . Ogni volta che uno studente, un docente o un passante alza lo sguardo per confrontarsi con il rosso della violenza di genere o con l’abbraccio della solidarietà, si trova ad affrontare un esame silenzioso: quello della partecipazione attiva alla vita civile.
Questa galleria all’aperto ci mostra una verità fondamentale: la bellezza non è solamente un aspetto visivo, ma rappresenta la nostra arma più potente per combattere l’indifferenza e costruire un avvenire più consapevole.
